Molti personaggi, poche persone
E’ un post di post non scritti quello che butto giù, frettolosamente, questo pomeriggio. E’ il frutto di questi strani giorni di inizio novembre, pieni di pioggia, freddo, contrattempi (macchine scassate e non ancora riparate) e un certo malumore che non mi appartiene e, come tutte le cose estranee, mi infastidisce perché non lo conosco e non so gestirlo.
Ci saranno dunque soltanto alcuni spunti.
Due argomenti hanno tenuto banco nelle ultime settimane, soppiantando completamente l’emergenza omofoba, che pare scomparsa non solo dalle agende dei politici ma, fortunatamente, anche da quelle dei teppisti. Mi riferisco allo scandalo transessuali prima ed alla questione del crocifisso nelle aule poi.
Del primo tema ho dovuto discutere a lungo con un caro amico etero, che non ha mancato di parlare dei transessuali definendoli “pervertiti”. E io mi sono dovuto lanciare in una requisitoria contro la transfobia, che mi ha rovinato mezza giornata. Ma quanti gay fanno distinguo tra omosessuali e transessuali? Quanti legano i secondi alla prostituzione, come una immancabile equazione?
Quanto al crocifisso, dall’Europa è arrivata questa ventata fredda su un’Italia da sempre supina ai desideri del Vaticano. Eppure ho i miei dubbi. Quando ero piccolo chiedevo tante cose a quel crocifisso appeso sulla scrivania della maestra e tante ne chiedo ancora a quello che sta alle spalle del mio tavolo di lavoro. Ora mi dicono che offende e se è così, se proprio sarà necessario, lo toglierò. Ognuno ha i suoi simboli e a me piacciono anche quelli degli altri. Mi spaventa chi vuole privare il mondo di simboli. Nel vuoto c’è davvero spazio per tutti o finisce piuttosto che non ce n’è per nessuno?
Proseguendo con il mio delirante acquisto di dvd, sono arrivato alla filmografia di Hitchcock, e mi sarebbe piaciuto parlavi più a lungo di “Nodo alla gola”, un film di indubbia raffinatezza, girato tutto in un appartamento. Una coppia di omosessuali decide di tentare il delitto perfetto. Si credono al di sopra della morale e quindi legittimati a uccidere l’uomo medio o mediocre. E’ un film ispirato ad un fatto di cronaca del tempo, il caso di Leopold e Loeb (cercate su wikipedia, è una vicenda davvero tragica e assai suggestiva). Ancora oggi alcuni gay si sentono superiori all’uomo medio, eterosessuale? Ancora oggi svincolati da ogni morale?
E poi c’è stato Halloween, in una divertente serata trascorsa in parte a casa mia con pizze molto poco a base di zucca e poi al Muccassassina, per una festa ormai storica, quest’anno caratterizzata dal pennarello di Lory Schtroumphette, con cui i Pupazzi presenti sono stati adornati (con l’eccezione dello scettico Monserfeuil).
Mancherebbe il bollettino medico sui numerosi Pupazzi colpiti da influenze più o meno significative. Mi limito agli auguri a ciascuno. In questi giorni di H1N1 ne abbiamo già abbastanza!
Charles Pierre Baudelaire e’ nato a Parigi nel 1821 e morto sempre a Parigi nel 1867. Gli si riconosce il merito di aver reso celebre la poesia in prosa e di aver rotto con quella che veniva considerata l’estetica classica, liberandola di qualsiasi connotazione morale e/o etica. Come il titolo della sua raccolta di poesie , I Fiori del Male, evoca, ha rinnovato drasticamente i temi poetici dell'epoca, cercando di stabilire un legame tra bellezza e male, felicita’ e ideale inaccessibile.
Quando la terra e’ tramutata in una cella umida,
Sul mio cranio chino pianta la sua bandiera nera.
Charles Baudelaire
ETA’ (quella che si vuol dichiarare): 32
COLORE PREFERITO: Blu oltremare
ANIMALE PATRONUS (quello che ci rappresenta): Bradypus variegatus, avanti adagio
Ciao Mik, grazie per aver accettato le nostre domande. Per iniziare, scegli una colonna sonora che ci accompagni nell’intervista.
Beh ovviamente “In the Navy” dei Village People.
http://www.youtube.com/watch?v=InBXu-iY7cw
1) Chi è Mik The Sailor? I Pupazzi ti frequentano da oltre un anno ormai, ma sono sempre avidi di particolari. Raccontaci qualcosa di te (e del tuo nick).
Credo di essere uno che preferisce ascoltare ;). Introverso, leale, definito da chi mi conosce meglio “brace sotto la cenere”, esplosivo e divertente quando serve (mi dico tutto da solo J) … e… parecchio loquace (della serie che se sono in vena ti faccio una capa tanta!).
Una vita spesa in posti di mare, un passato da “studente-marinaio” livornese e molto altro fanno di me il Sailor del nick.
2) Qual è il tuo primo ricordo dei Pupazzi? Di solito non ci si riprende tanto facilmente :P
Fui introdotto da Intrigo, ricordo una sera d’estate al Coming con una sparuta rappresentanza pupazzesca.
3) Alle coppie tocca ormai di rito qualche domanda sul partner. Prova a pensare tre aggettivi per definire Intrigo.
Testardo, coinvolgente e soprattutto unico.
4) Com’è nata la vostra storia? Chi ha “conquistato” chi e soprattutto… come?
Ci siamo conosciuti in modo molto romantico in una fighissima chat con la bellezza di quattro ore di conversazione di fila e con poche speranze da parte mia in verità, che dalle tumultuose stanze virtuali ho ricavato storie più brevi di un sorriso. Ci siamo piaciuti subito (dopo altre 44 ore affacciati al Gianicolo), abbiamo provato subito e dopo qualche vicissitudine eccoci qua.
5) Mik The Sailor volentieri presenzia a cene, eventi culturali, aperitivi e lo si vede steso al sole coi Pupazzi in spiagge a tema… ma qual è il suo rapporto con la disco?
Ancora non lo conoscete?!!? E’evidente. Amo la disco, la adoro, non ne posso fare a meno, passiamo alla prossima…
6) Tra tutti i Pupazzi fuori sede, sei l’unico che viene dal Nord. Frequentavi il mondo gay da quelle parti? Cosa ti ha spinto verso
Mai frequentato, vengo da una delle città meno gay del mondo sebbene
7) Lo scorso settembre anche tu sei sceso in piazza con noi, verso il Campidoglio, per manifestare contro l’omofobia. Il Mik gay cosa vorrebbe per il suo futuro?
Poter stare accanto al mio compagno sempre soprattutto nei momenti di difficoltà e malattia, senza impedimenti burocratici legali e quant’altro; insomma è scontato, vorrei un minimo di diritti.
8) Sappiamo che hai una grande passione per la storia dell’arte e siamo certi che conosci qualche luogo segreto che magari molti di noi, nati o vissuti a Roma da sempre, ancora ignorano. Che itinerario romano ti andrebbe di suggerirci?
Domanda ardua. I pupazzi conosceranno l’Alma città molto più di me. Potrei proporre un luogo davvero suggestivo che ho intenzione di visitare nuovamente ossia
“…Da via del Vignola per andare a via Flaminia Vecchia si passa per un luogo dell'immaginario. L'hanno chiamata "la piccola Londra", è una strada diritta, né stretta né larga, né corta né lunga, compatta e intima, è una strada che si stende fra due ali di villini dai colori teneri, dalle forme seducenti. Mi pare, in effetti, di fare due passi a Notting Hill…”, così scrive Lidia Ravera dalle pagine di Repubblica nel 1984.
9) Hai già scelto un brano come colonna sonora, ma quali sono i tuoi gusti musicali?
Come Mr Louis sono devoto fan di Madonna! (il mio naso sta arrivando al Guatemala). Passo le ore al tavolo da disegno, la musica è essenziale ed i miei gusti spaziano da un genere all’altro senza grandi preferenze, eccezion fatta per i virginali, i clavicordi ed i cembali della Ciaccona del Messer Franzoso che, debbo dire, ho notevolmente apprezzato ihihih.
10) A tutti piacciono i regali. A te cosa piace ricevere e qual è il più bel regalo che ti sia mai stato fatto?
Qualsiasi pensiero “pensato”realmente, mentre il regalo più prezioso, un anello con un nome inciso al suo interno fatto per una ricorrenza speciale ed in un posto irripetibile.
11) Prima di congedarci, è il momento di lasciare un messaggio, lanciare un’invettiva, muovere una critica, fare un augurio ai Pupazzi.
Le comitive gay sono rare, quelle unite come questa poi sono addirittura una chimera. Il mio augurio ai pupazzi dunque per una lunga, solida e sempre straordinaria amicizia!
Da quando è scoppiata la bufera, le transessuali che abitano nella zona di via Gradoli hanno ricevuto visite a raffica dai carabinieri del Ros: "Sono andati dalla Palomina sulla Cassia, da Tiffany e Maira in via Gradoli, da Camilla ai Due Ponti, da Brenda e da un sacco di altre. A tutte - dice Natalì - hanno preso i computer e i telefonini per cercare immagini. Ma non troveranno nulla. Lo so che accusano tutti me, ma io giuro che non c'entro proprio niente con le foto e i video. Io sono sicura che non usciranno mai perché non ci sono, ma se spunterà fuori un video vi invito a confrontarlo con me e con casa mia". Un appartamentino ordinato, pulito, arredato con gusto in stile etnico: salotto con cucinino, bagno e camera con il letto in ferro battuto e il quadro di un cherubino dietro la testiera.
Questo passaggio molto divertente e' tratto da un'intervista di Repubblica a Natali' la transessuale che Marrazzo, il governatore del Lazio, frequentava regolarmente. Nomi e luoghi che ricordano i pupazzi in qualche modo. Lo dicevo io ai miei che dovevo comprare casa a Via Gradoli! Il ricordo del fine settimana appena terminato stava già sfumando quando l’ho ritrovato in tutti i suoi vivaci colori sulla prima pagina de Il Manifesto. Un messaggio di Clostridium, una specie di nota dei servizi, mi rimandava a quella grande foto dove vengo ritratto insieme a Pervert durante la manifestazione Il di sabato pomeriggio, contro l’omofobia per le strade di Roma. Mi sono immolato per salvare altre capocce fortunosamente scampate all’obiettivo, fossi venuto almeno bene. Ma talmente sono stato soddisfatto dell’evento di sabato, dello spirito che si respirava, che non biasimerei il tipografo impaginatore del periodico sinistrorso. E’ stato e sarà bello esserci a queste occasioni che animano il dibattito civile di un paese che molti vorrebbero piegato alla sterile dinamica televisiva. E i gay si sono stretti intorno al Presidente della Repubblica, insolito connubio, alle istituzioni democratiche, alla Corte costituzionale.
Nazca: Bloody Matt in camicia nera festeggiato in differita, riceveva un bell’orologio mentre il razzetto segnalava la festa. La cameriera sembrava dell’Est fino a quando pronunciò Long Island come una madrelingua. Scontrosa fino a quando ha capito con chi aveva a che fare, abbassava le difese verso il maschio svanito. Si riesce ad essere berlusconiani in Italia anche se si sguazza nel mondo gay da decenni con perizia natatoria ursina. Non so se Berlusconi riconoscerebbe il suo supporter nel gay col mustacchio. Ma alla festa di Matt non solo strali (e sussurrate difese) al Berlusca ma anche cori pro Bindi (con qualche incomprensibile buh). I gay fanno politica anche davanti a un Negroni sbagliato.
La temperatura tropicale e incivile non ha minato l’amore che proviamo per il Muccassassina, ma non abbiamo potuto scoprire le novità del terzo piano, non siamo potuti rimanere fino a tardi, farci un giro in dark, perché il caldo ci ha ammazzato. Grandi tirchioni preferiscono far inzuppare le magliettine da quattro soldi degli utenti del Mucca, farli strozzare nelle loro camiciuole corredate di cravattino nero, fargli prendere un colpo della strega appena mettono il naso all’aperto. Nemmeno un euro è stato speso per farli respirare mentre in pista veniva sparato fumo scenico come in una camera a gas figurata. I primi freddi renderanno vivibile ciò che ora è soffocamento ma i padroni non ci fanno una bella figura.
Come nella navata di una basilica, i visitatori dell’atrio del Mucca si sono imbattuti in edizioni contemporanee di pale d’altare raffiguranti deità. Poste alle pareti ampie tavole dai colori acidi, le dive iconizzate: Madonna e Britney nel mitologico bacio saffico, Beyoncé in posa botticelliana, Micheal Jackson come un teschio memento mori, e una nuova giovane dea, Nostra Signora Gaga, in una smorfia beffarda, ritratta come gli altri con un accento più demoniaco che divino. Riconosciuti dai fedeli giunti nella catacomba dei venerdì romani, chi indicava, chi indovinava, avranno tutti questi occhi di idoletti ad osservarli nei loro balli.
Obnubilati dal tasso di umidità, stremati dall’insalubrità dell’ambiente che, ripeto, a causa del braccino corto di certi speculatori non ha reso possibile un pieno godimento della serata, riuscivamo a gradire la sigla di apertura, la nuova sigla. Essa finalmente rompe la continuità delle ultime, tutte belle ma troppo simili nei loro toni trionfalistici. L’attuale è più intima, più elaborata, meno sguaiata. Non ne ricordo una parola. Presto la canteremo a squarciagola. Già ho visto che Alba Paillettes è in formissima. Ha lucidato tutte le otturazioni e con la sua scintillante dentiera cavallina apre le danze con la maestria cui ci ha abituati :’bentornati a Casaaaaaa!’.
Da tanto non ridevo (in quanto non Allegro) come quanto ho riso in occasione della serata al Greenwich. Quand’è che Woody Allen farà pubblicare la sceneggiatura di questo suo semplice ma perfetto film che i Pupazzi hanno tanto amato?
Ora qualche pillola finale, come ai vecchi tempi.
Qualcuno ha interrotto un’opera pittorica in cui si autoritraeva in forma di medusa decapitata con al posto della chioma di serpenti un casco di cazzoni tentacolari. Gli psicanalisti ci scriverebbero dei saggi. Che questo manufatto venga portato a compimento!
Ah, viene anche
Fidanzatini ‘cioccati’ a Le Carrette: erano ovviamente Intrigo e Michelino. Intanto l’oste di questo luogo da noi spesso frequentato si sta rivelando sempre più della parte nostra.
Un ultimo desiderio: vorrei leccare i pettorali del cameriere di Doppio Zero, e lo dico col cattivo gusto che contraddistingue la scrittura di un postatore notturno in preda a voglie non esaudite. Scusa Lory, scusa Clostridium, scusate anime belle.